Nodi d'amore e veleno tra madre e figlia
di lunedì 20 febbraio 2017
«Odore di madre» di Vedrana Rudan

Un rapporto difficile nel libro della croata Vedrana Rudan
di Cinzia Ferrari

Appena finito di leggere «Odore di madre» della croata Vedrana Rudan (Oltre Edizioni), ho provato una strana sensazione, una specie di malessere. «Questo è il libro che io non ho avuto il coraggio di scrivere», mi sono detta: io o altre scrittrici che hanno girato intorno all'argomento senza aggredirlo, lacerarlo, sporcarsi le mani. È la storia del rapporto figlia-madre, difficile praticamente dall'inizio e, con l'andare degli anni, sempre più annodato, ingarbugliato una specie di prova del fuoco per le teorie psicanalitiche dove entrambe le parti mettono a nudo il proprio egoismo, i sensi di colpa, le rivalse. La Rudan parla senza riguardi, in dialoghi stretti e spesso selvaggi, con quel sentimento di esilarante liberazione che viene dal buttar a mare il cosiddetto buon senso del linguaggio. La vicenda di per sé non esiste. Esiste la

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