Donne leggendarie nella Ville Lumière
di domenica 30 aprile 2017
«Parigi» di Camilla Marini

Una insolita guida di Parigi

È un vero gioiellino, leggibile anche come un romanzo, la bella e insolita guida che Camilla Marini, giornalista freelance, ha dedicato a 4 «Parigi» (Oltre edizioni, le Guide del Dragomanno, 18 euro). Non ci sono fotografie, né elenchi dei luoghi da visitare, ma lo spirito della Ville Lumière e dei suoi quartieri viene restituito attraverso il ritratto di otto donne entrate nella storia della Parigi tra Otto e Novecento. L'autrice traccia brillanti profili biografici delle eroine in questione e poi ripercorre i luoghi dove hanno lasciato le loro tracce. Ecco, dunque, le eleganti strade della maison della innovativa Coco Chanel; ecco i passage della zona del Palais-Royal, dove abitò la trasgressiva Colette; ecco File Saint-Louis, dove ebbe l'atelier la scultrice Camille Claudel, allieva e compagna di Rodin. Ancora, la Rive Gauche con l'Odéon, di cui Sarah Bernhardt era la stella; Montparnasse con i suoi mitici locali, regno della modella Kiki; la zona del Museo Guimet, dove Mata Hari, poi fucilata come spia, apparve come danzatrice indù; la Montmartre di Suzanne Valadon, pittrice e madre di Utrillo; infine, Belleville, che fu palcoscenico di Edith Piaf bambina.

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