mercoledý 17 agosto 2016
CORRIERE.IT: Giudici militari della Rsi tra eccessi e prudenze


La nostra storia di Dino Messina

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Giudici militari della Rsi tra eccessi e prudenze 16 AGOSTO 2016 |

Tra il gennaio e il marzo 1945, quando il biennio nero della Repubblica sociale italiana volgeva al termine, il Tribunale militare di Milano emise e fece eseguire 25 condanne a morte contro partigiani. Tra di loro i gappisti del gruppo di Luigi Campegi fucilati il 2 febbraio al parco Giuriati. I giudici che emisero quelle sentenze di morte, giustificate da sete di vendetta e dall’obbedienza alle istanze dei gerarchi di Salò, in primis il fanatico segretario del fascio Alessandro Pavolini, non pagarono le conseguenze delle loro scelte. Nel dopoguerra la corte di Assise straordinaria si concentrò su tre ufficiali, che si erano distinti per un condotta rigida e per il fanatismo ideologico: Pasquale Spoleti, condannato nel 1947 a trent’anni di carcere e liberato nel 1953, Giuseppe Libois, condannato a 10 anni e liberato nel 1951 e Francesco Centonze, l’unico a presentare ricorso del gruppo ristretto di ufficiali che decideva al formazione delle corti marziali, che venne assolto in base alla cosiddetta amnistia Togliatti.

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17/08/2016
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Tra il gennaio e il marzo 1945, quando il biennio nero della Repubblica sociale italiana volgeva al termine, il Tribunale militare di Milano emise e fece eseguire 25 condanne a morte contro partigiani. Tra di loro i gappisti del gruppo di Luigi Campegi fucilati il 2 febbraio al parco Giuriati. I giudici che emisero quelle sentenze di morte, giustificate da sete di vendetta e dall’obbedienza alle istanze dei gerarchi di Salò, in primis il fanatico segretario del fascio Alessandro Pavolini, non pagarono le conseguenze delle loro scelte. Nel dopoguerra la corte di Assise straordinaria si concentrò su tre ufficiali, che si erano distinti per un condotta rigida e per il fanatismo ideologico: Pasquale Spoleti, condannato nel 1947 a trent’anni di carcere e liberato nel 1953, Giuseppe Libois, condannato a 10 anni e liberato nel 1951 e Francesco Centonze, l’unico a presentare ricorso del gruppo ristretto di ufficiali che decideva al formazione delle corti marziali, che venne assolto in base alla cosiddetta amnistia Togliatti.

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