Fulvio Di Sigismondo
Tutto si muove da dentro
Un nuovo incontro tra generazioni

Prefazione di Nicoletta Cinotti  

"Credo che molte volte sia la presenza del senso di colpa a spingere le generazioni adulte a chiedersi ma che cosa posso fare per te? in una maniera quasi caritatevole, che secondo me non dovrebbe esistere, una generazione che mi guarda così io non la voglio, quello che io voglio, e qui parlo per me, è una generazione di adulti che mi riconosca."
dal dialogo con Anna

L’ansia e l’incertezza sono i due sentimenti più diffusi tra i giovani, ma anche tra gli adulti che dovrebbero istruirli e educarli.
Che ruolo possono assumere oggi gli adulti che si confrontano sui temi dell’educazione, in un tempo complesso e difficile come quello che stiamo vivendo?
Attraverso quali esperienze e atteggiamenti possiamo rigenerare una pratica costruttiva del presente e un desiderio rinnovato di futuro?
Tutto si muove da dentro - Un nuovo incontro tra generazioni è un percorso di riflessione alimentato dal dialogo con giovani che raccontano, tra paure e speranze, la propria e originale visione del tempo che stiamo attraversando e delle sue contraddizioni.
In esso narrazione e ascolto si propongono come fonte inesauribile di occasioni per pensare il proprio ruolo di adulti in rapporto alla funzione educativa e di sostegno alle nuove generazioni.
L’ obiettivo è muovere verso la definizione, non di soluzioni magiche, ma di prospettive possibili e atteggiamenti praticabili, finalizzati a rigenerare la qualità della presenza adulta e a superare il rischio, sempre più incombente, di uno stallo e di una resa che avrebbero il sapore di una definitiva sconfitta.



      e-book
Pubblicato il 01/09/2017
pagg. 172
formato cm. 14 x 21
Collana PBS
ISBN 9788899932015

Prezzo di Copertina € 16.00



Quantità:

 
"... non aspettarti nessuna risposta oltre la tua"
Nelle parole di Brecht sta, in estrema sintesi, il senso del libro sull'esperienza educativa di Fulvio Di Sigismondo. "Tutto si muove da dentro", ed è li che devi cercare. Non è un richiamo ad un individualismo introspettivo che non tenga conto dell'ambiente. Non è il "se vuoi, puoi" di Steve Jobs. E', semmai, un "se vogliamo, possiamo" insieme: singoli, famiglie, generazioni differenti, agenzie educative. "Perché un ragazzo cresca bene, occorre un villaggio intero" dice un proverbio africano. Nessuno ce la fa da solo. Partecipazione come presa in carico del proprio mondo. Un mondo, ed un tempo, difficile e ostile, dove incertezza e precarietà sono moneta corrente. Eppure il libro non lascia spazi ai cultori della retorica dello sfascio e della demotivazione. Al contrario è un contributo stimolante ed appassionato - mai rassegnato - alla comprensione dello stato attuale delle agenzie educative che a volte ci sembrano frastornate dalla relazione con il disagio e il malessere e/o dalla difficoltà a motivare, interessare, coinvolgere.
Nel testo un rinnovarsi di domande, dubbi, momentanei stazionamenti alle biforcazioni. Tante domande che attraversano non solo l'esperienza dell'educatore ma anche quella di ogni genitore. O almeno di quei genitori che desiderano uscire dalla debilitante diatriba tra lassismo e iperprotezione. Tanti punti interrogativi, pochi esclamativi o forse nessuno. Tanti spunti di ricerca.
Il primo passo allora è "riconoscersi". All'origine del rapporto educativo pone tre condizioni: fiducia, rispetto e crescita. Ma è il riconoscersi che fa partire la comunicazione, il dialogo e l'accoglienza. Da lì possono nascere forme intelligenti di comunicazione e forme innovative di autogestione.
Quale ruolo allora per l'educatore? Non il "lasciar fare" ma, forse, il "lasciar essere", mettendo in grado di sperimentarsi, osare, rischiare le proprie diversità, in una sorta di "contagio positivo" tra generazioni. Generazioni in reciproco "ascolto attivo", perché non è frequente che qualcuno dopo averti posto una domanda ponga anche interesse all'ascolto della tua compiuta risposta. Spesso purtroppo le nostre domande sono solo richiesta di conferme a nostre certezze, senza interesse autentico. Le dinamiche dell'ascolto attivo e non pregiudiziale nonché della relazione positiva attraversano il libro come un sottile filo conduttore.
Ci sono poi le storie dei singoli, esperienze di vita come ricerca di senso. La vita come "work in progress" che convive con l'incertezza, quasi a voler confermare il percorso di ricerca dello stesso educatore/autore.
Una lettura che fa bene.
Severino 14/09/2017