EDIFICI CIVILI



Origine, rinascita ed affermazione storica di villa

Nell'epoca romana la villa era intesa come abitazione posta lontano dalla città, nella quale ritirarsi per dedicarsi al piacevole ozio e magari curare anche le proprietà terriere.
Il concetto classico di villa si perde per alcuni secoli, i famosi "secoli bui" che furono dominati dalle invasioni barbariche e durante i quali purtroppo non ci furono esempi di costruzioni, o notizie su ville e giardini.
E' nel contado che rinascono per prime ville nuove, ma rispetto al passato ci sono alcune modifiche: non esistono i maestosi esterni dei manufatti di Roma, ma esiste la fattoria, la residenza signorile e le case coloniche. Lo sviluppo di costruzioni in aree scarsamente popolate, è reso possibile grazie alle condizioni economiche della città comunale, ed alla crescita del prodotto agricolo ed artigianale.
Si dovrà aspettare il Seicento ed il Settecento, per poter vedere una completa fioritura delle ville all'italiana.
Un nome famoso che si deve ricordare è Andrea Palladio , per le sue stupende costruzioni e per l'influenza che la sua scuola, diede alle generazioni future.
Le grandi famiglie della Repubblica di Genova (Doria, Spinola, Durazzo, Fieschi) iniziarono, a partire dal XIV secolo, ad edificare ville e giardini sulle alture di Albaro.
L'impulso maggiore in città, fu dato dall'architetto Galeazzo Alessi, che costruì manufatti importanti come Villa Cambiaso, Villa Pallavicino, ecc.
Nelle costruzioni principesche genovesi, per il suo grandioso parco, possiamo trovare la Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, costruita tra il 1837 ed il 1846.
Con il Rinascimento nacquero molte ville, questo perchè le sorti della regione rimasero molto legate a Genova, sin dai tempi della Repubblica Marinara.
In Liguria, durante la seconda metà del Seicento e tutto il Settecento, fiorirono importanti ville signorili, che non solo servirono agli ozi ed allo svago dell'aristocrazia cittadina, ma diventarono veri e propri centri capitalistici. Lo schema collaudato è formato da: villa signorile, nucleo rurale e case rurali situate in collina o in pianura.
Per l'azienda agricola la nobiltà si affidava ai fattori, che dopo il Settecento, formeranno una parte del nuovo ceto medio agricolo.
In Liguria a causa del terreno in prevalenza montuoso, non dominò mai il latifondo, ma le medie proprietà. Le ville di Sestri ne sono un esempio.
Sfuggite a successive trasformazioni, alcune di queste costruzioni liguri, si trovano tra le case dell'abitato e vicino ai loro parchi. Ville ad impostazione simmetrica, e ad un solo corpo di fabbrica, con una semplice disposizione di ambienti.

Com'eran verdi le ville di Sestri

Il territorio comunale di Sestri Levante è caratterizzato dalla presenza insolitamente alta di ville.
Basti pensare che il primato degli insediamenti di questo tipo spetta, in Liguria, proprio alla cittadina rivierasca.
Con il termine "villa", si intendono realtà architettoniche di diverso tipo; sia le eleganti abitazioni di svago site nei pressi del litorale, sia altri tipi di complessi architettonici utilizzati in passato come strutture di tipo patrizio-agricolo.
Sono queste a costituire motivo di maggiore interesse, trattandosi di complessi molto ampi che hanno, originato le attuali frazioni sestresi e che consentono una lettura del territorio differente da quelle tradizionali.
La descrizione di quattro insediamenti principali appare sufficiente a comprendere il fenomeno nelle sue linee essenziali.
Villa Cattaneo della Volta (già Durazzo, già Doria) si trova lungo l'antico tracciato della Via Aurelia, dove la strada scavalca il Gromolo con un ponte medioevale ricostruito nel XVIII sec. in un'unica ardita arcata di laterizio e prosegue alla volta di Genova: il ponte di Santo Stefano.
Villa Cattaneo della Volta
Cappella della Madonna del Rosario nella Villa Cattaneo della Volta

I lavori di costruzione del corpo centrale furono avviati dai Doria nel 1575. Al nucleo centrale furono aggiunti i due corpi laterali fino ad ottenere un massiccio corpo di fabbrica incombente lungo il fronte stradale, evidenziato dal trattamento uniforme dei parametri murari e dalla presenza di modanature plastiche. La proprietà della villa passò in seguito ai Durazzo ed infine ai Cattaneo della Volta. Adiacente alla villa, si trova la cappelletta progettata dall'architetto Giacomo Gaggini, voluta nel 1750 dal Duca Doria e dedicata alla Madonna del Rosario . Edificio a pianta centrale, chiuso da un'armoniosa cupola rivestita in scaglie d'ardesia, è coronata da una sproporzionata lanterna. La breve facciata ed il fronte lungo Via Nazionale sono scanditi da paraste con capitelli compositi che preannunciano il suggestivo interno ricco di splendidi stucchi settecenteschi. L'armonia e la proporzione dell'insieme raggiungono il vertice nell'altare marmoreo e nelle quattro statue di stucco rappresentanti la Madonna, San Giuseppe, Sant'Anna e San Gioacchino collocate in altrettante nicchie nei pilastri sorreggenti la cupola. Completa l'insieme un pregevole bassorilievo in marmo rappresentante la Fuga D'Egitto, collocato nel sovrapporta. Tra le opere pittoriche che arricchiscono la cappella una pala con la Madonna del Rosario attribuita a Domenico Piola. Di pregio è l'apparato liturgico e gli arredi sacri del XVIII sec.
Nelle proprietà vivevano numerosi contadini, infatti si possono osservare ancora oggi alcune case coloniche. L'importanza ambientale del complesso deriva dal bel parco, ricco di essenze pregiate al quale si accede attraverso una scenografica esedra dalla quale si aprono tre cancelli in ferro battuto. Il primo verso la villa, accede al giardino, il secondo, proseguiva prima del taglio ottocentesco della ferrovia verso l'azienda agricola guadagnando le propaggini di Punta Manara verso il Monte Castello; il terzo è oggi interrotto. Una parte dei terreni di appartenenza della villa sono stati utilizzati per la costruzione di stabilimenti industriali, modificando il territorio agrario e rendendolo meno armonioso e leggibile. L'azienda agricola è tutt'oggi esistente e presenta un suggestivo ambiente rurale con oliveto collinare ed orti irrigui.
Tra le essenze del parco sono da segnalare i Lecci secolari dell'esedra, le Magnolie, i Canfori e grandi Palme.

Villa Rimassa risale all'Ottocento, ed è situata nei pressi della Chiesa di Santo Stefano del Ponte. Il complesso non appare molto vasto, ma risulta sostanzialmente inalterato e di conseguenza ben definibile. L'insieme occupa un'intera valletta, coltivata ad orto, vigna ed uliveto. Si accede alla residenza patronale attraverso un complesso sistema di scale che la raccordano scenograficamente al polo produttivo costituito dal complesso delle case coloniche organizzate in un'interessante organismo architettonico ad esedra. Questo è posto al centro dell'intera proprietà nel punto di arrivo del sistema di viali che consentono l'accesso alla villa dalla vecchia via per S. Stefano. Di importanza eccezionale sono le alberature, tra le quali spiccano essenze pregiate e rare, quali maestosi Cedri del Libano, Lecci e grandi Canfori.
L'impianto scenografico della scalea è esaltato dalla commistione con gli orti ed il vigneto che hanno occupato gli spazi di sosta intermedi creando un insieme suggestivo. E' proprio questo aspetto di estrema integrazione fra configurazione residenziale e produttivo-agricola che, unitamente all'eccezionale stato di conservazione del complesso, hanno indotto a presentare questo "sistema" come uno dei più interessanti esempi di organizzazione del territorio agrario di Sestri .

Villa Pallavicini è di origine settecentesca.
Nacque su una modesta altura di Santa Margherita di Fossa Lupara, come luogo di residenza estiva ed azienda agricola, con terreni particolarmente estesi.
Gli insediamenti moderni hanno completamente stravolto le caratteristiche del complesso, oggi attraversato dallo svincolo autostradale ed occupato in parte dai casermoni dell'edilizia popolare. L'edificio è in ottime condizioni, così come gli orti.

CASTELLO GUALINO

Storia ed aspetto del palazzo
La villa sorse nel 1925, opera di una collaborazione tra gli architetti Busiri e Venturi, che costruirono tre edifici:

Una caratteristica particolare è l'uso della pietra locale, che fu usata come elemento di sostegno e amalgama vari reperti archeologici. Capitelli, portali, finestre di vari stili ed epoche diverse sono usati per creare un ambiente originale.
Il castello Gualino, che nel 1947 fu adattato a lussuoso albergo, si trova sopra ad uno dei colli di Sestri Levante, il Monte dei Castelli, e da quella posizione sembra che vigili sul mare.
Le mura sono tutte di pietra grezza ed all'interno l'illuminazione è quasi tutta a luci indirette provenienti da nicchie aperte nei muri.
L'edificio è caratterizzato da un insieme di stili artistici che vanno da quello classico a quello rinascimentale.
Molto interessante è il grande parco, che occupa gran parte dell'Isola di Sestri, dove si trova una bellissima passeggiata a picco sul mare, con essenze mediterranee di interesse botanico.
In quest'area si trova un'ampia cavea naturale, circondata da Cipressi e Lecci secolari dove è stato costituito un teatro all'aperto, sede di una rassegna musicale.
Al centro del parco si trova la Torre Marconi, dalla quale lo scienziato fece uno dei primi esperimenti radio.

GALLERIA RIZZI

Storia del palazzo

La Galleria Rizzi si è andata formando con gli anni attraverso un paziente ed amoroso lavoro per merito del defunto Dott. Vittorio Rizzi, per molti anni distinto ed apprezzato Medico nella nostra città, e con uguale passione venne continuata dai figli Rizzi Ferdinando ed Avvocato Marcello. Tra il 1980 ed il 1982 l'intero patrimonio di disegni (165) e di stampe (410) è stato restaurato presso l'Istituto Nazionale per la Grafica sotto la direzione di Giulia Fusconi; dopo l'intervento è stata effettuata una prima schedatura completa che ha consentito sia l'ordinata distribuzione del materiale in cassettiere idonee ad un'adeguata consultazione da parte degli studiosi sia la possibilità concreta di ricerche più approfondite e sistematiche, di cui si cominciano a pubblicare i risultati. Per una prima esposizione sono stati scelti 28 disegni che coprono un arco di tempo che va dalla metà del 1500 alla fine del 1700. Marcello Rizzi non ha purtroppo lasciato indicazioni sulla provenienza del materiale grafico da lui raccolto. Alcuni risultati della ricerca possono essere dati per acquisiti, dall'individuazione del monumento romano (il rilievo con il "Trionfo di Traiano " reimpiegato nell'arco di Costantino) da cui è tratto il disegno che apre la mostra, al riconoscimento del dipinto piacentino di Ercole Graziani cui si riferisce lo studio con "I Santi Pietro e Paolo condotti al martirio" passando attraverso l'assegnazione di un buon numero di fogli a diverse personalità di sicuro rilievo all'interno sia della cultura artistica genovese sia di quella di altri importanti centri della pittura italiana. La Galleria vanta tra i pezzi più antichi i seguenti:

I nomi più celebri vi sono rappresentati: basterebbe accennare al sommo Raffaello. Vi troviamo infatti un frammento del quadro noto sotto il nome di Madonna del Velo e più tardi chiamato impropriamente Madonna di Loreto.

La Madonna del Velo

Questo quadro dipinto da Raffaello nel 1512 per la chiesa di S. Maria del Popolo in Roma è così descritto dal Vasari: « Un quadro di Nostra Donna bellissimo dentrovi la Natività di Gesù Cristo, dov'è la Vergine che con un velo cuopre il figlio, il quale di tanta bellezza che nell'aria della testa e per tutte le membra mostra di essere vero Figlio di Dio, e non manco di quella è bella la testa ed il volto della Madonna, conoscendosi in Lei oltre che somma bellezza, allegrezza e pietà. Evvi un Giuseppe che appoggiando ambo le mani ad una mazza pensoso in contemplare il Re e la Regina del Cielo sta con ammirazione da vecchio santissimo ». Questo quadro andò, pare in seguito ad un incendio, gravemente danneggiato ed in parte distrutto, ed è una fortuna che sia oggi conservato il frammento dei Fratelli Rizzi che ci dà un'idea della bellezza dell'opera. Non mancano lavori importanti di pittori italiani e stranieri del secolo XV tra i quali accenneremo a Filippo Mazzola ed a Bernardino de Conti che figurano con opere notevoli.

La Sacra Famiglia

Tra i Veneziani ricorderemo la « Sacra famiglia » del Polidoro Veneto, la « Casta Susanna » di Paolo Caliari detto il Veronese e la tela raffigurante il ritorno del Figliuolo Prodigo, dipinta da Jacopo da Ponte detto il «Bassano», che rivela in questa opera le sue doti migliori.

Il Ritorno del Figliuol Prodigo

Pure dei Bassano vi è una piccola tela raffigurante il battesimo di Santa Lucilla, che è notevole per essere una prima idea del Pittore, per la grande Pala esistente nella Cattedrale di Bassano. Dei Pittori della Scuola Bolognese esistono tele di Guido Reni, degnamente rappresentato dal quadro « La Maddalena » e da altri dipinti, tra i quali notevolissimo il « Bacco Fanciullo » soggetto brioso e di stupenda fattura. Né di minor pregio artistico e storico sono le belle tele del Guercino (Giovanni Francesco Barbieri da Cento 1591/1666) raffiguranti « S. Cecilia », « Cristo vegliato dagli Angeli », e « Beatrice Cenci » e non meno bello è il dipinto del Caracci « La morte di Leandro » nonchè « La presentazione al Tempio » di Dionisio Calvaert.

La Presentazione al Tempio

Altri nomi di sommi, stranieri ed italiani, quali il Rubens, Van Dyck, Van Der Neer, Murillo, Ribera, Zurbaran, Dosso Dossi, Bernardino Campi, Salvator Rosa, Pietro da Cortona, Gian Paolo Pannini, danno importanza alla collezione.

La raccolta è completata dalla bella serie dei quadri genovesi con le tele di Luca Cambiaso, Bernardo Strozzi, Valerio Castello, cui fanno corona le opere di Domenico Piola, e Sandro Magnasco, Dellepiane e altri.
Oltre ai dipinti troviamo anche una raccolta di disegni, stampe, oggetti di ceramica, mobili, tutti molto antichi.

ALTRI ANTICHI PALAZZI E VILLE

A Sestri Levante troviamo molti elementi dell'architettura civile genovese rinascimentale conservati soprattutto in alcune costruzioni che formano il "carruggio".Tra le ville più importanti ne ricordiamo due:

Villa Balbi

Villa Balbi
Villa Balbi

Villa Balbi già Brignole è posta alla estremità nordoccidentale del borgo di Sestri, tra il tracciato viario antico, attuale Via XXV Aprile, ed il mare.
L'edificio principale risale al XVII secolo e presenta la solita cubatura compatta, sormontata da un tetto piramidale in abadini d'ardesia. Nel corso del secolo scorso furono aggiunti i due corpi laterali a chiuse logge delle due facciate.
L'insieme mantiene oggi una grande solidità d'impianto, sottolineata ed accresciuta dal paramento in intonaco vivacemente decorato che trova nell'inserimento eclettico dei primi del nostro secolo un felice completamento.
La villa fu oggetto di interventi sistematici dei fratelli Coppeda che riproposero in chiave estremamente fantasiosa il cancello d'ingresso, lato mare, ed il coronamento del tetto con stemma dei Balbi, singolare uso di marmo bianco a mosaico.
Particolari curiosi del parco sono i paracarri zoomorfi del cancello di accesso da Via XXV Aprile e la raccolta di misure vinarie dell'antica Repubblica di Genova. Suggestivo l'arredo del piano terreno, che propone un ulteriore versione della fantasia creativa dei fratelli. Un enorme camino in noce domina l'atrio rivestito di preziose ceramiche con motivi marini; bellissimo il soffitto a cassettoni della stanza detta dei Pesci, dal motivo araldico dei "barbi" dello stemma della famiglia Balbi.
La contessa Francesca Valier nata marchesa Balbi, unitamente al suo sposo il conte Gerolamo Valier, ospiterà il Signor Cardinale La Fontaine.
Il palazzo ospitò il 26/30 Settembre 1714 la Regina Elisabetta Farnese sposa novella di Filippo V, Re di Spagna.
A Sestri non ci fu mai spettacolo simile.
La notizia giunse il 7 Agosto al Senato Genovese e il Doge volle sapere quale dei tre porti tra Sestri, Spezia, e Portofino scegliesse per imbarcarsi. Fu deciso per Sestri. Tre gruppi di Forieri, il 17 Agosto si stabilirono a Varese, al Connio di Castiglione e a Sestri, incaricando i gentiluomini per andarla a ricevere ai confini. Il 22 Agosto la Giunta di Marina ordina alla Giunta di Guerra di spedire incontro un reggimento di soldati e di ordinare ai castellani di Sestri di fare le solite salve. Nel giorno stabilito i Collegi deputarono le gentildonne Silvia Imperiale, Ottavia Brignole, Geronima Grimaldi e Marianna Franzone di preparar le 24 cassette per la Regina, ma la Brignole se ne scusava per l'obbligo « in cui si trova a Sestri per dare qualche sesto al di lei Palazzo, che averà da servire per l'alloggio di detta Regina ». Il Cardinale Acquaviva, che verrà a Sestri, fissò il 25 Agosto per la sottoscrizione dei capitoli nuziali. Il 28 Agosto il Senato elesse i Commissari per il passaggio della Regina, i patrizi Ippolito de Mari e Giuseppe Maria Durazzo. Il 31 Agosto la Signoria deliberò 6000 scudi per il passaggio. Inoltre giungevano a Sestri il Segretario di Sua Maestà e quattro della sua famiglia; il Cardinale Acquaviva, ed altri di minor importanza sociale. I Palazzi di Sestri per alloggiare la Regina, il Cardinale e il loro corteo erano quelli di Giovanni Carlo Brignole, Antonio Giustiniani, Nicolò David, Marco Castellini, Carlo Spinola e Giulietta Doria. Il 21 Settembre giungevano a Sestri la Principessa di Piombino, servita dal Principe di Palestrina, il Duca Salviati inviato dal Duca di Firenze: la Regina era partita da Parma. Il 22 Settembre giunge a Borgo Val di Taro (Borgotaro) e la consegna fu fatta al Cardinale Acquaviva; il 24 arriva e riposa a Centocroci; il 25 alle 23 giunge a Varese, pernottando in casa dei Cesena. A Sestri il Commissario aveva radunato 6 carrozze. Il 26 la Regina, partita da Varese di buon mattino, giunge a Sestri alle 24 col Cardinale Acquaviva e con una pioggia che durò cinque ore, tantochè la Regina ebbe una leggera influenza. Il Senato mandò un Reggimento di Corsi con 24 livree e uno squadrone di 60 alabardieri, sotto il comando del capitano Montanao, destinati alla guardia del Palazzo di Giovanni Carlo Brignole, preparato per l'alloggio di Sua Maestà. Appena giunta a Sestri, si accostò il marchese De Los Balbasses, inviato di re Filippo V, entrò poi nel Palazzo Brignole per la porta del gran giardino, dove stava il Reggimento corso e la guardia degli Alabardieri nel Portico. Alla porta di sala si presentarono il marchese De Los Balbasses e il Duca Doria, e altri Ufficiali e Comandanti marittimi. Il pranzo ebbe luogo nel Palazzo con sfarzo inaudito e dopo pranzo fu teatro di un avvenimento: vi furono musiche, canti, suoni, giochi, festini e veglie. La sera del 28 settembre la Regina andò a visitare la Chiesa di Santa Maria di Nazareth. Il 30 Settembre, la Regina s'imbarcò sulla Galea dei Duca di Cursis e udì la Messa dalla poppa. A Borgotaro esiste un arco che ricorda il passaggio della Regina. Il Palazzo passò, dopo la morte del cardinale Giacomo Brignole, ai nipoti Balbi.
Il passaggio tra le due facciate venne trasformato in un atrio chiuso.
Nel 1947 la villa fu adibita ad albergo ed il collegamento con edifici di ampliamento sorti nel parco, ha turbato l'euritmia della scenografica facciata interna movimentata dalla grande loggia.
Il parco presenta essenze preziose e rare tra le quali una secolare Canfora.