Crociera pericolosa Diego Zandel

Approfondimenti OLTRE

15/07/2020, ore 17:01

Edito per la prima volta nel 1993 per la collana Segretissimo di Mondadori, oggi ripresentato dalla casa editrice Oltre, questo romanzo di spionaggio racchiude molti elementi di grande attualità per quell’epoca, anche se, a ben riflettere, anche ai giorni nostri molti di quei problemi sono rimasti insoluti.
La trama : a bordo della nave da crociera Esperia vengono imbarcati profughi provenienti dai Balcani, tra di essi vi è una donna di nazionalità serba che vuole rapire il nipote di un politico montenegrino che si oppone al progetto della grande Serbia. Il piccolo è tra i profughi, ma è stato ben istruito a non farsi riconoscere.
La nave diventa il campo di battaglia di tutte le guerre del mondo, infatti infiltrati tra i crocieristi vi sono due terroristi palestinesi che minacciano di far saltare la nave se le loro richieste non verranno esaudite.
Inoltre vi è una coppia senza figli che vorrebbe adottare un bambino, un trafficante d’armi, un investigatore privato che deve indagare la vita amorosa del trafficante d’armi, due ragazze in cerca di avventure da brivido che possano, per qualche giorno, aiutarle a dimenticare la grigia e noiosa vita del paesello d’origine.
Insomma, gli elementi di una spy-story intrigante e drammatica ci sono tutti, in questo e nel successivo “Operazione Venere”; eppure lo stesso autore ci dice “Come il mio maestro Graham Greene, che faceva distinzione nei suoi libri, tra “romanzi” e “divertissement”, anch’io giudico i due romanzi scritti per “Segretissimo”, cioè “Crociera di sangue” e “Operazione Venere”, “un divertissement”. Come Graham Greene, pur nel tono minore delle opere, non mi sono però mai allontanato da quella che è la materia di fondo di tutti i miei romanzi”. Cit.
Ingiusto con se stesso perché “Crociera di sangue” o, come è stata rieditata per questa nuova edizione, “Crociera pericolosa”, è un giallo nel senso più puro del termine, tanto che un critico dell’epoca definì Zandel uno dei più noti fra i pochi italiani che si dedicano alle spy-story.
Certo, le sue origini di profugo fiumano hanno caratterizzato l’intera sua produzione letteraria, nei suoi romanzi condanna razzismi e nazionalisti d’ogni genere, tanto che in ogni romanzo predomina sempre lo stesso spirito della convivenza.
In realtà ogni suo scritto è permeato dalla nostalgia per la patria perduta e dalla rabbia per la politica ottusa che priva i popoli di ogni diritto sulla propria terra, assegnata e divisa secondo logiche dettate dal bisogno di mantenere equilibri politici abbastanza teorici.
Zandel profeticamente di tutto questo ha scritto in una vicenda che va molto al di là di una spy-story, e gliene riconosciamo il merito; a chi volesse saperne di più raccomandiamo gli altri scritti, quelli che lui stesso ha riconosciuto come romanzi.
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