SOLOLIBRI.NET di domenica 21 giugno 2020
Una spy story alla Graham Greene, firmata da un ex ambasciatore; narrativa di spionaggio classico che riporta negli anni dell’ex URSS, un Paese rosso, ma socialmente in bianco e nero
di Felice Laudadio

Ci si può fidare di uno sconosciuto che precisa di non essere chi ha appena dichiarato di essere? L’avvocato Lucio Manacorda segue sempre l’istinto e questa volta gli dice di fidarsi di questo sedicente colonnello Verdi, che qui afferma questa identità e qui la nega, allo stesso tempo. Qui? Al tavolino di un bar, a Torino, dove ha convocato con una scusa il protagonista del romanzo Il treno da Mosca, un giallo classico di spionaggio alla Graham Greene, con sfumature introspettive, pubblicato da Oltre Edizioni di Sestri Levante nel 2019 e scritto da Maurizio Lo Re (370 pagine).

La trama non si sviluppa oggi, ma si colloca alla fine degli anni Settanta del Novecento, età di muri, di cortina di ferro, di guerra fredda e di apparati spionistici in azione. Non che non lo siano tuttora, ma volete mettere cosa combinavano allora, in un’Europa più grigia che a colori?
Da diplomatico di lungo corso, Lo Re conosce bene il dietro le quinte della materia che ha scelto  [...]

leggi l'articolo integrale su SOLOLIBRI.NET

SCHEDA LIBRO   |   Stampa   |   Segnala  |  Ufficio Stampa