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MANGIALIBRI - sabato 19 settembre 2020


di Paola Clerico

È una calda notte di giugno quando la nave da crociera di lusso “Esperia”, in navigazione sull’Adriatico, raccoglie da tre malandate scialuppe una cinquantina di profughi della Bosnia-Erzegovina, imploranti e provati. Stanno scappando dalla guerra che imperversa in ex Jugoslavia, e vengono accolti a bordo dal comandante Lorenzo Fabiani, nonostante i prevedibili problemi organizzativi e di convivenza con passeggeri ricchi e benestanti. Tra questa brulicante umanità spicca la bellissima Anica, finta bionda e finta bosniaca: si tratta invece di una miliziana serba infiltrata tra quella povera gente con lo scopo di rapire Slavko, il nipote di un personaggio politico montenegrino importante, una figura decisiva per il futuro balcanico. Anica vuole costringerlo con un ricatto a rivedere i suoi obiettivi politici, in contrasto con le ideologie delle milizie nazionaliste serbe. Deve però prima identificare il bambino, che diffidente e spaventato da un precedente tentativo di rapimento, ha fornito un’identità falsa quando Rodolf “Hag” Hagendorfer, il commissario di bordo, li ha contati e registrati, e per raggiungere il suo scopo è pronta a tutto: mentire, offrire il proprio corpo, persino uccidere. Anica inoltre dovrà fare i conti anche con altri numerosi imprevisti più o meno pericolosi e letali…

Pubblicato originariamente nel 1993 col titolo commercialmente più accattivante Crociera di sangue in edicola nella serie quattordicinale di spionaggio Mondadori “Segretissimo”, quello di Zandel è un romanzo incalzante e febbrile che non lascia spazio ai tempi morti, anche grazie ai dialoghi frenetici e travolgenti, e agli “show, don’t tell” che alleggeriscono la narrazione e la rendono estremamente avvincente. Crociera pericolosa è inoltre ricco di scene erotiche, descritte con seducente malizia e con grande padronanza, ma senza volgarità nonostante le immagini risultino vivide e realistiche. Il ritmo è sostenuto e i colpi di scena si susseguono senza momenti di sospensione, per tenere avvinto il lettore che rimane col fiato sospeso dall’inizio alla fine, in un ansiogeno crescendo di azione e violenza. Diego Zandel, nato in un campo profughi da genitori esuli fiumani, si è dedicato spesso alla letteratura cosiddetta di confine, arricchendola di dettagli storico-politici e a tratti anche autobiografici che rendono le opere più reali e contestualizzabili: non fa eccezione Crociera pericolosa in cui i riferimenti socio-economico-politici sono palpabili e fanno riemergere alla memoria fatti di storia contemporanea riconoscibili e concreti, collocando il romanzo in un contesto ben preciso.



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Crociera pericolosa
MANGIALIBRI di sabato 19 settembre 2020


di Paola Clerico

È una calda notte di giugno quando la nave da crociera di lusso “Esperia”, in navigazione sull’Adriatico, raccoglie da tre malandate scialuppe una cinquantina di profughi della Bosnia-Erzegovina, imploranti e provati. Stanno scappando dalla guerra che imperversa in ex Jugoslavia, e vengono accolti a bordo dal comandante Lorenzo Fabiani, nonostante i prevedibili problemi organizzativi e di convivenza con passeggeri ricchi e benestanti. Tra questa brulicante umanità spicca la bellissima Anica, finta bionda e finta bosniaca: si tratta invece di una miliziana serba infiltrata tra quella povera gente con lo scopo di rapire Slavko, il nipote di un personaggio politico montenegrino importante, una figura decisiva per il futuro balcanico. Anica vuole costringerlo con un ricatto a rivedere i suoi obiettivi politici, in contrasto con le ideologie delle milizie nazionaliste serbe. Deve però prima identificare il bambino, che diffidente e spaventato da un precedente tentativo di rapimento, ha fornito un’identità falsa quando Rodolf “Hag” Hagendorfer, il commissario di bordo, li ha contati e registrati, e per raggiungere il suo scopo è pronta a tutto: mentire, offrire il proprio corpo, persino uccidere. Anica inoltre dovrà fare i conti anche con altri numerosi imprevisti più o meno pericolosi e letali…

Pubblicato originariamente nel 1993 col titolo commercialmente più accattivante Crociera di sangue in edicola nella serie quattordicinale di spionaggio Mondadori “Segretissimo”, quello di Zandel è un romanzo incalzante e febbrile che non lascia spazio ai tempi morti, anche grazie ai dialoghi frenetici e travolgenti, e agli “show, don’t tell” che alleggeriscono la narrazione e la rendono estremamente avvincente. Crociera pericolosa è inoltre ricco di scene erotiche, descritte con seducente malizia e con grande padronanza, ma senza volgarità nonostante le immagini risultino vivide e realistiche. Il ritmo è sostenuto e i colpi di scena si susseguono senza momenti di sospensione, per tenere avvinto il lettore che rimane col fiato sospeso dall’inizio alla fine, in un ansiogeno crescendo di azione e violenza. Diego Zandel, nato in un campo profughi da genitori esuli fiumani, si è dedicato spesso alla letteratura cosiddetta di confine, arricchendola di dettagli storico-politici e a tratti anche autobiografici che rendono le opere più reali e contestualizzabili: non fa eccezione Crociera pericolosa in cui i riferimenti socio-economico-politici sono palpabili e fanno riemergere alla memoria fatti di storia contemporanea riconoscibili e concreti, collocando il romanzo in un contesto ben preciso.



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