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La voce del popolo - venerd 6 dicembre 2019
Presentato a Palazzo Modello il romanzo Il treno da Mosca

di Stella Defranza

FIUME - Un romanzo nel romanzo, libro nel libro, presenta una serie di intrecci che sarebbe riduttivo definire spy thriller, anche se lo spionaggio industriale entra nella vicenda pienamente e ad un certo punto ne costituisce l’asse portante. Il tema più interessante, al di là dell’intreccio ben costruito con una scrittura ritmica che tiene viva l’attenzione, nei rivoli delle pagine dense, dove è dato anche molto spazio alla descrizione – altra caratteristica del romanzo classico – è l’affresco storico che ne emerge. Sullo sfondo infatti l’URSS tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, il rapporto con il mondo “italiano”, nonché gli echi della Seconda guerra mondiale e della Resistenza ancora vivi in alcuni personaggi. Tra l’altro l’ispirazione è a fatti reali e il testo è stato scritto con un lavoro di documentazione attenta oltre che da una penna ben informata dei fatti. L’opera, scritta da Maurizio Lo Re, si intitola “Il treno da Mosca” ed è stata presentata ieri nel Salone delle Feste di Palazzo Modello dalla ricercatrice e professoressa alla SMSI di Fiume, Rina Brumini, e dal giornalista Mario Simonovich. A dare il benvenuto ai presenti è stata la presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Melita Sciucca, la quale ha porto le scuse del Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri, che non ha potuto presenziare all’evento.

Ex ambasciatore italiano a Riga
Lo Re ricoprì la carica di ex ambasciatore italiano a Riga, in Lettonia, tra il 2000 e il 2004. Dopo una lunga carriera diplomatica, traendo spunto dalla sua lunga esperienza, scrisse una serie di romanzi storici, La linea della memoria (2002), Filippo Paolucci, l’italiano che governò a Riga (2006), Gli amici di Leuwen (2009) e Domani a Guadalajara (2013), l’ultimo dei quali appunto Il treno da Mosca, appena uscito per i tipi della Oltre Edizioni nella collana curata da Diego Zandel. La prof.ssa Brumini ha presentato la biografia e l’opera di Maurizio Lo Re, inquadrandolo nel contesto storico e letterario contemporaneo. La studiosa ha analizzato lo stile usato nel romanzo “Il treno da Mosca“ e gli spunti biografici e autobiografici usati da Lo Re nella stesura della trama.

Aneddoti della vita dell’autore
Ha esplorato la vicenda editoriale, arricchendola di aneddoti della vita dell’autore e trovato legami de “Il treno da Mosca“ con il romanzo precedente, Gli amici di Leuwen. Quest’ultimo si rifà a un romanzo di Stendhal in tre volumi incompiuto volutamente e si profila come un filo rosso che collega quattro storie apparentemente autonome per concretizzarle. “Il Treno di Mosca“ è l’esito o evoluzione fisiologica dell’ultimo dei quattro racconti de Gli amici di Leuwen. Gli elementi di corredo del primo romanzo diventano una rete o elemento portante del secondo. Lo Re ha studiato una fetta di storia della quale si sa veramente poco, la storia di nicchia della diplomazia italiana dopo l’8 settembre e ha creato dei capolavori della letteratura con elementi sia del romanzo d’avventura, che di quello giallo e rosa.


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Un avvincente affresco storico ispirato a fatti reali
La voce del popolo di venerd 6 dicembre 2019
Presentato a Palazzo Modello il romanzo Il treno da Mosca

di Stella Defranza

FIUME - Un romanzo nel romanzo, libro nel libro, presenta una serie di intrecci che sarebbe riduttivo definire spy thriller, anche se lo spionaggio industriale entra nella vicenda pienamente e ad un certo punto ne costituisce l’asse portante. Il tema più interessante, al di là dell’intreccio ben costruito con una scrittura ritmica che tiene viva l’attenzione, nei rivoli delle pagine dense, dove è dato anche molto spazio alla descrizione – altra caratteristica del romanzo classico – è l’affresco storico che ne emerge. Sullo sfondo infatti l’URSS tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, il rapporto con il mondo “italiano”, nonché gli echi della Seconda guerra mondiale e della Resistenza ancora vivi in alcuni personaggi. Tra l’altro l’ispirazione è a fatti reali e il testo è stato scritto con un lavoro di documentazione attenta oltre che da una penna ben informata dei fatti. L’opera, scritta da Maurizio Lo Re, si intitola “Il treno da Mosca” ed è stata presentata ieri nel Salone delle Feste di Palazzo Modello dalla ricercatrice e professoressa alla SMSI di Fiume, Rina Brumini, e dal giornalista Mario Simonovich. A dare il benvenuto ai presenti è stata la presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Melita Sciucca, la quale ha porto le scuse del Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri, che non ha potuto presenziare all’evento.

Ex ambasciatore italiano a Riga
Lo Re ricoprì la carica di ex ambasciatore italiano a Riga, in Lettonia, tra il 2000 e il 2004. Dopo una lunga carriera diplomatica, traendo spunto dalla sua lunga esperienza, scrisse una serie di romanzi storici, La linea della memoria (2002), Filippo Paolucci, l’italiano che governò a Riga (2006), Gli amici di Leuwen (2009) e Domani a Guadalajara (2013), l’ultimo dei quali appunto Il treno da Mosca, appena uscito per i tipi della Oltre Edizioni nella collana curata da Diego Zandel. La prof.ssa Brumini ha presentato la biografia e l’opera di Maurizio Lo Re, inquadrandolo nel contesto storico e letterario contemporaneo. La studiosa ha analizzato lo stile usato nel romanzo “Il treno da Mosca“ e gli spunti biografici e autobiografici usati da Lo Re nella stesura della trama.

Aneddoti della vita dell’autore
Ha esplorato la vicenda editoriale, arricchendola di aneddoti della vita dell’autore e trovato legami de “Il treno da Mosca“ con il romanzo precedente, Gli amici di Leuwen. Quest’ultimo si rifà a un romanzo di Stendhal in tre volumi incompiuto volutamente e si profila come un filo rosso che collega quattro storie apparentemente autonome per concretizzarle. “Il Treno di Mosca“ è l’esito o evoluzione fisiologica dell’ultimo dei quattro racconti de Gli amici di Leuwen. Gli elementi di corredo del primo romanzo diventano una rete o elemento portante del secondo. Lo Re ha studiato una fetta di storia della quale si sa veramente poco, la storia di nicchia della diplomazia italiana dopo l’8 settembre e ha creato dei capolavori della letteratura con elementi sia del romanzo d’avventura, che di quello giallo e rosa.


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