Bestar di martedý 17 novembre 2020

Pubblicato per la prima volta nel 2005, viene ripreso in occasione delle celebrazioni del ventennale della morte di Carlo Bo, l'illustre letterato di cui l'autrice fu moglie.
Non Ŕ un libro sulla guerra, ma un libro contro la guerra. Per Marise Ferro la guerra Ŕ la massima offesa alla dignitÓ umana, l'avvilimento totale di ogni forma di civiltÓ. Un giudizio che in certo modo richiama alla mente il suicidio per lucida disperazione di Virginia Woolf, nel marzo del 1941, di fronte agli scempi della guerra. Il libro, di impianto dichiaratamente autobiografico, Ŕ strutturato in undici capitoli, di cui alcuni sono veri e propri racconti che affiorano dalle memorie di famiglia: Ŕ come se l'autrice sfogliasse un album di vecchie fotografie. Rappresentano, al pari delle ampie "finestre" sul paesaggio, una sorta di esorcismo contro il viver giorno per giorno - senza passato nÚ futuro - che la guerra impone alle sue vittime, l'orribile assuefazione al nulla, alla morte. In queste pagine la guerra Ŕ come il fitto ordito nel quale si dipana una esistenza che tenacemente vuole continuare a vivere, a testimoniare una sua fede nella ragione e nella felicitÓ.
Marise Ferro, scrittrice,  [...]

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