Vincenzo Gueglio
Carlo Bo, agonista

Vincenzo Gueglio
Carlo Bo, agonista

Carlo Bo, non c'è forse nome più pronunciato del suo nel Novecento delle nostre lettere; ma che all’ossequio e alla notorietà corrisponda una conoscenza viva dell'opera non sembra proprio; e non c’entra il tempo trascorso dalla sua morte perché quel che diciamo adesso valeva già nel 1984, quando Pertini lo nominò senatore a vita.
Bo ha impresso una traccia profonda e indelebile nella cultura del nostro paese e per dieci-quindici anni a partire dal 1935 ha esercitato un vero e proprio magistero; straordinario e sicuro; ma oggi la sua voce sembra aver perso capacità di presa sulle coscienze: e questo è uno degli aspetti del male che sta distruggendo gli ultimi uomini affacciati a questa frontiera del tempo.
Abbiamo ancora bisogno di lui, però; è necessario che il suo insegnamento torni a circolare col sangue nelle nostre vene; che la nostra letteratura e la nostra vita si svolgano nel teso confronto con le sue pagine.
Questa è l’avventura che proponiamo a noi stessi e al lettore: riaprire un dialogo o magari una polemica con Carlo Bo. Non presumiamo di ricavare dalla nostra esplorazione carte precise di quell’immenso continente; qualche profumo, magari; i reperti di carotaggi effettuati qua e là, un mazzo di vecchie cartoline. Sappiamo che la grandezza ancora largamente incompresa di quell’uomo continuerà a sfuggirci; e in fondo ne siamo lieti: la nostra insoddisfazione e la parte di mistero che rimarrà inviolata costituiranno l’occasione per un altro viaggio; una sfida per noi e soprattutto per altri migliori di noi. Ma intanto partiamo. La barca che ora salpa, va detto, non è gran cosa; bussole non ne abbiamo e tuttavia leviamo l’ancora. Là, da qualche parte oltre l’orizzonte, c’è Carlo Bo. Noi lo cerchiamo.


Carlo Bo, non c'è forse nome più pronunciato del suo nel Novecento delle nostre lettere; ma che all’ossequio e alla notorietà corrisponda una conoscenza viva dell'opera non sembra proprio; e non c’entra il tempo trascorso dalla sua morte perché quel che diciamo adesso valeva già nel 1984, quando Pertini lo nominò senatore a vita.
Bo ha impresso una traccia profonda e indelebile nella cultura del nostro paese e per dieci-quindici anni a partire dal 1935 ha esercitato un vero e proprio magistero; straordinario e sicuro; ma oggi la sua voce sembra aver perso capacità di presa sulle coscienze: e questo è uno degli aspetti del male che sta distruggendo gli ultimi uomini affacciati a questa frontiera del tempo.
Abbiamo ancora bisogno di lui, però; è necessario che il suo insegnamento torni a circolare col sangue nelle nostre vene; che la nostra letteratura e la nostra vita si svolgano nel teso confronto con le sue pagine.
Questa è l’avventura che proponiamo a noi stessi e al lettore: riaprire un dialogo o magari una polemica con Carlo Bo. Non presumiamo di ricavare dalla nostra esplorazione carte precise di quell’immenso continente; qualche profumo, magari; i reperti di carotaggi effettuati qua e là, un mazzo di vecchie cartoline. Sappiamo che la grandezza ancora largamente incompresa di quell’uomo continuerà a sfuggirci; e in fondo ne siamo lieti: la nostra insoddisfazione e la parte di mistero che rimarrà inviolata costituiranno l’occasione per un altro viaggio; una sfida per noi e soprattutto per altri migliori di noi. Ma intanto partiamo. La barca che ora salpa, va detto, non è gran cosa; bussole non ne abbiamo e tuttavia leviamo l’ancora. Là, da qualche parte oltre l’orizzonte, c’è Carlo Bo. Noi lo cerchiamo.



Ufficio Stampa Rassegna Stampa Foreign Rights
Ufficio Stampa Rassegna Stampa Foreign Rights
Disponibile dal 06/10/2020
pagg. 250 ca.
formato cm. 14 x 21
Collana: DIOGENE
genere: Narrativa, poesia e saggi
tag: #libri #books #lettura #letteratura #saggi
ISBN 9788899415884

Disponibile dal 06/10/2020
pagg. 250 ca.
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Collana: DIOGENE
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